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CONTROLLO DEI PROCESSI

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Controllo dei processi


Circa intorno alla fine degli anni 70' le aziende che producevano sistemi elettrici ed elettronici per l'industria, hanno cominciato a indirizzare i loro laboratori di ricerca, nello sviluppo ed utilizzo dei sistemi a micro processore per realizzare automazioni e controlli di processo, in quel momento attuate tramite sistemi di logica cablata.

La logica cablata aveva grandi utilizzi nell'industria, ma aveva anche grandi inconvenienti:

  • Grande complessità e ingombro dei quadri elettrici con cablaggi esponenziali rispetto ai processi serviti.
  • comunicazione non critica temporalmente
  • Diminuzione dell'affidabilità dell'impianto dovuta al gran numero di relè e apparecchi in gioco che statisticamente aumentavano le possibilità di guasti.
  • In caso di guasti e malfunzionamenti la ricerca della causa e la risoluzione potevano richiedere molto tempo.
    Con conseguente lungho fermo impianto e perdita di produzione.
  • Per modificare il processo o ampliarlo erano necessari molti giorni di studio, e notevoli modifiche all'impianto.
    Con conseguente lungho fermo impianto e perdita di produzione.
Così questo nuovo prodotto basato su microprocessore che poteva essere unico per tutte le applicazioni, e personalizzabile per ogni impianto a seconda delle esigenze del cliente, avrebbe costituito un'altra piccola rivoluzione industriale.

Lo sviluppo di questa tecnologia per diverse richieste del mercato, si divise in due macro categorie :

  • DCS (Sistema di Controllo Distribuito)

  • PLC (Controllore Logico Programmabile)

I DCS furono concepiti per elaborare grandi quantità di dati e sviluppi matematici complessi, con la possibilità di essere collegati tra loro in rete. Essi rispondevano alle esigenze dell'industria chimica, farmaceutica, petrolchimica che aveva bisogno di elaborare segnali analogici per il controllo di processo. (molto costosi)

I PLC furono concepiti per elaborare piccole quantità di dati prevalentemente di tipo digitale, con il chiaro scopo di sostituire la logica cablata. Essi rispondevano alle esigenze dei costruttori di quadri elettrici per il controllo di macchine, e sostituivano relè, contaimpulsi, temporizzatori. (poco costosi)

Com'è facile comprendere la diffusione del PLC è stata enorme grazie anche all'ampio parco utenti a cui si rivolgeva. Questa enorme diffusione e la continua innovazione industriale hanno permesso al PLC uno sviluppo tecnologico notevole, dotandolo in maniera modulare di funzioni sempre più complesse che lo hanno avvicinato al fratello maggiore DCS anche lui evolutosi in maniera sempre più mirata ai settori di sua competenza.

Con la diffusione del PC negli anni 80' la situazione del controllo di processo ha assunto una nuova compagine, infatti, lo sviluppo di interfacce tra PC e PLC-DCS ha dato la possibilità di creare uno storico dati prima non presente (nel PLC), e una rappresentazione grafica del processo e dei suoi dati sempre più evoluta e facile da utilizzare.

Negli anni 90' nascono due nuovi elementi nel mondo del controllo di processo entrambi legati al PC :

  • SCADA (Supervisione, Controllo e Acquisizione Dati)

  • Soft PLC (un sistema PLC basato su PC)

I pacchetti software SCADA hanno avuto uno sviluppo molto veloce e sono diventati parte integrante di una moderna fornitura di automazione, insieme al DSC o al PLC.

Il Soft PLC invece stenta a prendere piede, contrastato da un lato dalla grande fiducia guadagnata sul campo dai PLC e, dall'altro dalla sfiducia sui sistemi operativi per PC su performance 24/7.
  

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